Al centro dello sviluppo il Nuovo Ospedale dei Castelli Romani per il quale il manager Asl è stato nominato “soggetto attuatore unico”

 

Di Luca Priori

Il Dottor Narciso Mostarda è il nuovo direttore generale dell’Asl Roma 6. Nonostante la nomina sia ormai “vecchia” di qualche mese, il neo nominato “deus ex machina” dell’azienda ospedaliera territoriale si è presentato alla stampa venerdì 17 dicembre, presso la sala conferenze della sede Asl di Borgo Garibaldi ad Albano Laziale. Argomento centrale del “meeting” è stato il Nuovo Ospedale dei Castelli Romani, già soprannominato dagli addetti ai lavori “NOC”, che dovrebbe aprire nel 2018 salvo imprevisti. Il nuovo “dg”, dopo l’esperienza da direttore sanitario, durante la quale ha preso parte nel ruolo di medico al lungo percorso che ha portato all’approvazione dell’Atto Aziendale, ovvero al piano di sviluppo della rete ospedaliera di Castelli Romani e del litorale da qui ai prossimi anni, ora torna ad attuarlo in prima persona quel Piano che la Regione ha approvato a tempi di record in quanto particolarmente vicino e rispondente alla nuova filosofia che l’amministrazione intende imprimere alla sanità regionale rientrata dal deficit e incentrata su tre livelli: tutela della salute, prevenzione e trasparenza. Il mezzo per attuare questo nuovo corso sarà proprio il Nuovo Ospedale dei Castelli Romani, che nelle parole di Narciso Mostarda “modificherà sensibilmente il ruolo dell’ospedale nel territorio”. Anzitutto lo farà puntando sul numero dei posti letto: 300, molti meno rispetto al passato. L’obiettivo sarà, ha precisato il nuovo dirigente Asl, quello di “implementare prestazioni sanitarie e socio – sanitarie fuori dall’ospedale” attraverso la “prestazione ambulatoriale che comprende diagnosi e trattamento”, attraverso la valorizzazione dei medici di base e dei pediatri per i bambini e ricorrendo a un sistema di cure a domicilio che arrivi addirittura – pare ci stia puntando la Asl Roma 6 – a portare radiologi nelle case dei pazienti impossibilitati a muoversi, obiettivo ambizioso ma possibile grazie alle nuove strumentazioni. Nel frattempo si continuerà a puntare sulle strutture attualmente attive da ottimizzare e modernizzare anch’esse. In tal senso Mostarda ha portato l’esempio dell’ospedale di Marino “passato dall’essere un presidio H24 dove alla fine si era arrivati a operare solo le tonsille dei bambini, a centro oncologico H12 con una “day surgery” nelle sei sale operatorie disponibili e una equipe di sette oncologi” che poi contribuiranno a portare a pieno regime il Nuovo Ospedale dei Castelli che di sale operatorie ne avrà otto, con palestre per la riabilitazione e una risposta davvero eccellente, a giudizio dei vertici Asl, alle esigenze del territorio. Al momento il compito più importante del direttore generale è quello di tenere a bada il “timing” delle operazioni e non è un caso che la Regione Lazio abbia firmato un decreto che nomina proprio il direttore generale della Asl Roma 6 “soggetto attuatore unico” sul progetto del “NOC”. In tal senso Mostarda dovrà tenere i rapporti con tutti gli attori in campo. Come Acea che ha già scritto per lettera che entro novembre 2017 sarà completata l’adduzione di acqua, il Comune di Ariccia per il completamento della tangenziale Appia bis che sarà vitale per la viabilità attorno all’ospedale o l’Astral per le rotatorie su via Nettunense. Il lavoro, insomma, davvero non manca.

Articolo pubblicato sull’edizione cartacea del 23 dicembre