Dialoghi ancora freddi tra il Pd e “Le Città al Governo”, che ha escluso alleanze con i partiti

Di Fabrizio Giusti

 Caduta la Giunta Fontana e insediatosi il Commissario Prefettizio, Grottaferrata si appresta a vivere la sua lunga fase di preparazione alle comunali in uno stato di confusione piuttosto evidente. Nessuno degli schieramenti è pronto all’appuntamento. Ci sarà tempo per recuperare. Il M5S, per non pochi analisti politici del territorio, ha un rigore da battere per centrare la vittoria, ma le cose non sono mai così scontate. Per ora, si stanno mobilitando solo le prime liste civiche. Il centrosinistra sta cercando invece la grande opportunità di tornare a governare la città dopo la non esaltante esperienza con il sindaco Gabriele Mori (2010-2014). Una rivincita cercata, ma difficile. Oltre al PD, infatti, non esistono altre forze in campo e l’unico contenitore rilevante di ‘area’, ‘La Città al Governo’, ha già fatto capire in una recente assemblea dei soci che non intende allearsi con dei partiti. Il centrosinistra nella sua complessità risulta essere diviso. L’alternativa allora potrebbe essere quella della trasformazione dei ‘Dem’ in una sorta di progetto civico che a quel punto, sganciato dalle ufficialità e dagli organismi dirigenti, potrebbe diventare un interlocutore per definire una grande piattaforma di rinnovamento in grado di lanciare la sua sfida ai pentastellati e a coloro che faranno parte della partita delle elezioni, compreso quel centrodestra che uscito lacerato dalla fine dell’ultima amministrazione e che potrebbe tentare di riprendersi il governo cambiando soprattutto gli attori protagonisti e rinnovando i suoi partiti. Si vedrà.  La sfida del centrosinistra è dunque complicata.

La Città al Governo, per suo conto, continuerà a lavorare collegata direttamente con i cittadini che la sosterranno, le associazioni e i movimenti civici locali, in un dialogo costante, motivato e costruttivo, nel solco tracciato nei suoi circa tre anni di vita, in cui ha proposto uno specifico modello di partecipazione, fatto di confronto e di libera espressione tra persone con esperienze e percorsi anche diversi, ma uniti nell’obiettivo di “amministrare in modo virtuoso” Grottaferrata. Anche qui, però, non sono tutte rose e fiori. La crisi interna di un mese fa, con un consigliere comunale dimessosi per evidenti divergenze (ed altre defezioni che si sono palesate nel corso del tempo) anche da queste parti restituiscono un movimento che è tutto da valutare rispetto a quello che due anni e mezzo fa raccolse 1900 voti di consenso partendo da zero. Ed è forse qui che il PD potrebbe far leva per riavviare un dialogo che oggi sembra morto. Ma ottenere una chance dovrà per forza rimodularsi sotto altre vesti, allargando magari il progetto alla società civile. Le strade sono ancora tante. Le porte da aprire altrettante. Il racconto delle comunali è ancora alle prime pagine.

Articolo uscito sull’edizione cartacea del 4 novembre 2016