“Il Sindaco di Lariano chieda l’annullamento della seconda conferenza dei servizi sulla Biometano del Colubro”. La richiesta è stata avanzata dal tecnico del Comitato No Biometano Artena, Giancarlo Ceci, durante la conferenza pubblica che l’associazione di volontariato “Lariano A5S” ha tenuto sabato presso i locali della parrocchia di Santa Maria Intemerata a Lariano.

Non molte le persone presenti all’incontro organizzato dall’associazione e divulgato principalmente tramite social network; tra i presenti, comunque, i rappresentanti del Comitato No Biometato Artena, i Consiglieri comunali di Lariano Petrilli e Casagrande e gli attivisti di Lariano A5S.

L’iniziativa è partita con il saluto di Maria Angela Chiappini, organizzatrice dell’evento, che ha pronunciato un “no” chiaro all’impianto, prendendo l’impegno dell’associazione a informare la cittadinanza su quanto sta accadendo al confine del territorio comunale: “Si tratta – ha affermato – di un impianto di circa settantamila tonnellate di rifiuti l’anno che non vogliamo e al quale ci opporremo”. La parola è dunque passata a Giancarlo Ceci, che per il Comitato No Biometano Artena ha curato le osservazioni al progetto di centrale. “Durante la conferenza dei servizi – ha affermato Ceci – l’assenza di Lariano si è sentita: sarebbe stata opportuna la presenza del Sindaco, visto che lo stesso Comune ha deliberato contro l’impianto. D’altra parte la centrale proposta è a 1,2 km da Lariano e non è possibile che non ci sia conoscenza del problema da parte della popolazione”. Ceci ha quindi chiesto ai presenti di “far pressione” sul Sindaco “affinché lo stesso chieda l’annullamento della seconda conferenza dei servizi perché – ha affermato – noi avevamo chiesto, già nella prima riunione, l’apertura del tavolo di confronto al Comune di Lariano ma ciò non è stato fatto. Sono stato io – ha aggiunto Ceci – che nell’ultima riunione ho fatto mettere agli atti la delibera del Consiglio comunale larianese, tornando a chiedere che l’Amministrazione venga convocata”.

Durante l’intervento tecnico, Ceci ha poi illustrato la situazione dei rifiuti nel Lazio, criticando in particolar modo le scelte politiche dell’area di Colleferro, e citato l’ultimo rapporto dell’Arpa Lazio che ha posto il territorio di Artena al pari di quello di Roma per inquinamento, mentre l’ente regionale classifica l’aria di Lariano e Velletri ad un livello appena migliore di quello di Artena (in seconda classe invece che in prima). A giocare un ruolo particolare nel far peggiorare la qualità dell’aria, ha spiegato Ceci, sono le polveri sottili e le ultra sottili, provenienti dai processi di industrializzazione, che ricadono sul suolo circostante gli impianti, inquinandolo. Il tecnico ha proseguito illustrando l’elevato numero di proposte di impianti per il trattamento di rifiuti organici da rifiuti solidi urbani giacenti in Regione, per poi mettere in evidenza le problematiche della gestione del biometano che verrebbe prodotto e criticare la tecnologia di produzione di biometano in modo “anaerobico”, proponendo infine la tecnologia “aerobica” che produrrebbe, secondo i conti del tecnico, una minor quantità di anidride carbonica.

L’intervento del tecnico Aldo Garofolo ha messo in luce ulteriori criticità del progetto, tra cui le incongruenze relative ai dati sulla qualità dell’aria contenuti nel progetto all’esame della Regione. La conclusione è toccata a Michele Bianchi, del Comitato No Biometano Artena: “Ci stiamo muovendo per far capire che questo tipo di impianti non deve essere fatto – ha dichiarato – perché ci sono alternative valide come il compostaggio aerobico di comunità. Chiedo che la popolazione di Lariano – ha concluso Bianchi – faccia pressione sull’Amministrazione larianese affinché si presenti in conferenza dei servizi in modo forte, rappresentando la volontà della cittadinanza di non fare la centrale Biometano”. A conclusione dei lavori è intervenuto anche il Consigliere Gianluca Casagrande Raffi che ha testimoniato la contrarietà alla realizzazione dell’impianto e l’impegno del suo movimento politico.

Lu. Bia.

Articolo uscito sull’ediziona cartacea del 4 novembre 2016