Botta e risposta tra il Sindaco e Cecchi per la paternità dell’intervento sull’impianto di via Vivaldi

di Marco Montini

Buone notizie per il comparto fognario di Marino. La Città Metropolitana ha autorizzato il gestore del servizio idrico integrato, Acea Ato2, a riallacciare allo scarico le utenze pertinenti il depuratore “Valle dei morti”, ubicato in via Vivaldi. Questo atto permette la realizzazione degli scarichi relativi alle acque reflue in fognatura comunale, “per tutti i cittadini titolari di nuove utenze o utenze non ancora allacciate, che potranno finalmente accedere al servizio pubblico di depurazione”, ha annunciato il sindaco Colizza. Il percorso articolato che ha condotto al risultato, parte da lontano: “dopo una sospensione dell’attività di depurazione tra 2007 e 2014, la richiesta di Acea Ato2 fu quella – ricorda il primo cittadino – di allacciarsi all’impianto di depurazione, alla allora Provincia di Roma, fino alle soluzioni prospettate dal gestore nel 2015. Abbiamo provveduto a sollecitare le pratiche sensibilizzando i consiglieri di Città Metropolitana, trovando soluzione alla datata e annosa questione”. Mentre, con determina dirigenziale di ottobre, il Comune di Marino ha affidato la progettazione per il risanamento del dissesto idrogeologico, formatosi a valle del ponte ferroviario della linea Albano-Roma in zona Castel de’ Paolis, giungendo a realizzare, tramite un Consorzio di partecipazione risalente alle Conferenze dei Servizi degli anni precedenti, l’attesa bonifica che ha permesso la riapertura del depuratore: “Torniamo a garantire alla città una rappresentanza sovracomunale che esercita il proprio ruolo nel solo interesse dei cittadini e i marinesi torneranno a beneficiare di un servizio di depurazione che possa definirsi davvero tale”, ha ribadito Colizza. Caduto tuttavia nelle critiche del consigliere d’opposizione ed ex delegato comunale ai rapporti con Acea, Stefano Cecchi: “Sarebbe stato apprezzabile oltre che ossequioso della verità se Colizza avesse ricordato che tutti i passaggi precedenti l’autorizzazione ad operare, rilasciata oggi dalla Città Metropolitana, sono stati curati dalle precedenti amministrazioni.

Una piccola dimenticanza, di importanza, però, estremamente rilevante a livello comunicativo e immagine”. Quindi Cecchi tiene a ricordare sull’iter del depuratore: “Il provvedimento che permette al Comune di risultare a norma con quanto previsto in materia di sversamento di acque reflue nasce con l’amministrazione Palozzi agli inizi del suo primo mandato”. Tra 2006 e 2011: “Fu allora che, in conseguenza della chiusura dell’impianto da parte della Procura perché sottodimensionato – ricorda Cecchi – per risolvere la questione ci impegnammo affinché il gestore del servizio idrico integrato indirizzasse importanti investimenti al nostro territorio. Il depuratore venne ammodernato, il territorio su cui insiste ampliato, raddoppiata la capacità dei cittadini equivalenti. Il tutto nel rispetto delle nuove tabelle di scarico”. Costo dell’operazione 6 milioni di euro: “La Provincia non concesse la tempestiva autorizzazione in quanto si sarebbe dovuto risanare prima un dissesto idrogeologico ai piedi del ponte ferroviario della linea Albano-Roma in zona Castel de’ Paolis creatosi in conseguenza delle copiose acque meteoriche provenienti anche dai comuni limitrofi”, continua Cecchi, ripercorrendo poi la collaborazione con Acea Ato2, Provincia, Regione e Fs.

Articolo pubblicato sull’edizione cartacea del 23 dicembre