Un nome fra tutti si distingue tra le storie angoscianti che state per leggere, quello di Giusy della Caritas, un angelo il cui ricordo resta indelebile nella mente delle classi svantaggiate

La nuova borghesia li addita come delinquenti dagli spalti del benessere, mentre la politica se li contende come carne da macello per scopi tutt’altro che umanitari. Sono gli occupanti abusivi di appartamenti e locali, quelli che l’immaginario collettivo dipinge come squilibrati, tossicodipendenti o ancora emarginati sociali. Eppure, quando la vita umana finisce preda della burocrazia e del lassismo, ciascuno di noi può trovarsi costretto in situazioni limite e basterà affacciarsi per un attimo sulle loro vite per accorgersi di come la loro realtà non sia affatto diversa dalla nostra … persone che affrontano giorno dopo giorno una vita che sembra pesare come un macigno nel solco impresso dal dolore. Il loro “crimine”, dopotutto, è solo quello di aver preso in mano case abbandonate da anni, distrutte fin dalle fondamenta, e di aver sperato di porre lì il seme del loro futuro. Cinque famiglie ci hanno offerto uno spiraglio della loro esistenza, che oggi vi presentiamo in forma del tutto anonima a garanzia della loro sicurezza.  Che l’occupazione di una casa disabitata sia perseguibile legalmente nessuno lo mette in discussione, ma quando le istituzioni (a tutti i livelli) ti lasciano abbandonato a te stesso, quali scelte ti rimangono? Nessuno di loro è favorevole all’occupazione, tutti la ritengono l’ultima strada percorribile. Un nome fra tutti si distingue tra questi racconti…

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